lunedì, ottobre 22, 2007

La morte della musica. II parte.

Io non so come la gente vede i musicisti e gli artisti in generale. E’ invidia quella che porta a pensare che siano dei perditempo? Ma invidia di cosa? Invidia della passione che gli artisti hanno nella loro vita?
Ma questa è una cosa che va avanti da millenni e fa ormai parte del lavoro di un artista: la poca considerazione.
Una cosa sola bisogna mettersi in testa che l’arte va finanziata altrimenti fallisce. Internet, da questo punto di vista, ha danneggiato un pò l’arte poiché si può ascoltare e vedere di tutto gratuitamente scaricando. Il punto però non è questo. Internet ha danneggiato le case discografiche e le distribuzioni non permettendo più loro di vendere i prodotti e quindi limitando notevolmente la produzione; questa cosa distrugge la competizione e amplifica la corruzione, vedi raccomandazioni e parentele ormai unico modo per diventare qualcuno anche se non lo sei. La rete ha danneggiato l’artista in seconda posizione, visto anche che la maggior parte dei profitti dalla vendita va ai discografici; il Web non danneggia l’arte che abbiamo dentro di noi. L’arma del musicista è proprio il saper suonare.
In Italia abbiamo tantissimi problemi ed il peggiore dei quali è che lo sappiamo e non facciamo nulla.
Piuttosto che lamentarmi e basta del fatto che gli artisti non vengono pagati voglio ragionarci su per trovare una soluzione.
Partiamo da come dovrebbe essere. Il lavoro del musicista è: scrivere brani, studiare il proprio strumento, fare le dovute prove dello spettacolo; se è un artista giovane, quindi senza produzione alle spalle, dobbiamo aggiungere anche trasportare i propri strumenti, montare e smontare il palco. Il lavoro del Club è quello di attrezzarsi per i concerti live, quindi insonorizzare la sala e dargli una buona acustica, ottenere un buon impianto. Il lavoro dell’organizzatore, che a volte è del locale stesso, è: prendere contatti con la band, accordarsi per il pagamento, accertarsi che l’evento sia pubblicizzato nella giusta maniera in modo da richiamare gente. Il lavoro dell’eventuale produttore è prendere contatti con l’organizzatore, assicurarsi che la band ottenga nel locale il giusto suono e che vengano pagati come pattuito (questo per quanto riguarda il live ma il lavoro del produttore è molto più lungo ed impegnativo).
Se tutto potesse andare avanti in questo modo ecco che la musica sarebbe finanziata a dovere e tutti i protagonisti dell’evento salirebbero di livello: il gruppo, pagato e soddisfatto, suonerà al meglio delle potenzialità; il pubblico si è divertito e sa di avere speso bene i propri soldi; il Club ha ottenuto una clientela soddisfatta che sicuramente parlerà bene di lui e porterà altra gente; l’organizzatore, pagato a dovere, è incentivato a ripetere l’evento.
Utopia.
Così è la situazione.
L’organizzatore contatta un gruppo mettendosi d’accordo con un prezzo. Il gruppo fa da facchino e palchista, dal momento in cui il locale non è fornito quasi mai da strumentazione ed è costretto a portarsi la propria, oltre cha da musicista e spesso anche fonico; tutto per soddisfazione personale visto che tiene alla propria musica. Qualche volta capita che, l’organizzatore, lasci al gruppo stesso anche il compito di farsi pubblicità, non solo via internet (tollerabile) ma anche fisicamente con la distribuzione di volantini. Dopo tutto questo succede che: il Club fa un discreto guadagno col bar, l’organizzatore con gli ingressi e i musicisti non beccano un euro (sebbene il prezzo sia stato stabilito) con la scusa che la serata è andata male e, ancora peggio, che, essendo una band emergente ha bisogno di visibilità. Alla fine i musicisti devono anche ringraziare il locale di averli fatti suonare!
Qui c’è bisogno di un ristabilimento dei ruoli: chi ha bisogno di chi?
Il gruppo emergente ha bisogno del Club per suonare?
Sì, se viene pagato. Il Club, o chiunque paghi, si deve rendere conto che anche i gruppi stanno lavorando e nessuno lavora gratis!
Il Club ha bisogno del gruppo?
Il Club intelligente alza la propria qualità con un gruppo bravo; il pubblico sa che andrà in quel locale perché parteciperà ad un bel concerto. Il Club che non può permettersi di spendere soldi per i gruppi è meglio che rimanga pub piuttosto che chiamare band originali o cover a pochi soldi se non gratis. Il Club bastardo chiama gruppi a poco prezzo (ragazzi alle prime esperienze, band originali con la scusa della “visibilità”, dopolavoristi che suonano per passione) aumentando, secondo lui, il proprio prestigio. Ma è l’opposto perché quel locale sarà etichettato come Club con musica mediocre/scrausa e il pubblico non sempre gradirà il concerto.
Questo luogo comune della musica come passatempo non fa prendere su serio il musicista. Io faccio il musicista per passione, ma perché il proprio lavoro deve essere fatto con passione; rimane comunque un lavoro. Andate a chiedere ad un bravo cuoco che sicuramente ha la passione della cucina di fare un pranzo di nozze gratis! Non lo fa? E perché? Dovrebbe anche ringraziare che qualcuno lo fa cucinare. Perché dovrebbe essere pagato se si sta divertendo?
E’ questa la mentalità che annienta l’arte; nessuno di noi fa il proprio lavoro con piacere. La maggior parte delle persone ha una passione ed un lavoro che la finanzia, quando, se lavorasse con la propria passione otterrebbe prodotti migliori.
Il discorso potrebbe essere allargato ai massimi. Alle istituzioni statali che non ti fanno sapere come lavorano nel resto del mondo perché gli conviene. Se tutti facessero il lavoro per cui hanno la passione si avrebbe un popolo più attento, più colto, più soddisfatto e meno impegnato tanto da poter essere un bastone fra le ruote per il nostro governo di mafia. Per ottenere più guadagno non bisogna aumentare il costo ma diminuire la spesa. Il nostro Governo preferisce che il popolo sia ignorante ed eccessivamente indaffarato a cercare lavoro; se non fosse così utilizzerebbe le proprie energie per la politica o per il proprio paese, cosa che loro non vogliono perché romperebbe il loro equilibrio mafioso. Sarebbe uno Stato onesto, attualmente una sorta di paradosso. Beppe Grillo fa il Vaffanculo Day anche per questi motivi ma continua a non servire a nulla. Il Governo continua ad essere mafioso ricattando la stampa che non ci informa sulla realtà dei fatti.
Tutto questo per dire che se il Governo continua ad aumentare le spese per i cittadini, questi non usciranno più la sera perché non avranno abbastanza soldi per pagare l’ingresso al locale che a sua volta ha dovuto aumentare il prezzo per rientrare nelle proprie spese. Da qui nasce questa moda di riuscire a sfilare più soldi possibile nella maniera più bieca.
Attualmente il locale fa musica dl vivo perché sa che il gruppo porterà i propri amici a sentirli e non perché gli piace la musica. Con la scusa della visibilità per i gruppi do musica originale si possono anche permettere di non pagare il gruppo. Ma i gruppi muoiono se non vengono finanziati perché quello è il loro lavoro!
Il Club dovrebbe selezionare i gruppi a seconda della bravura e dello show in modo da generare la competizione tra band che saranno incentivate a migliorare.
Io non me la prendo con nessuno perché capisco le necessità di ognuno ma dobbiamo da soli trovare una soluzione a questo problema e sinceramente sono positivo e fiducioso.
Spero di non essere fesso a fidarmi dell’onestà delle persone. Per cominciare chiedo ai locali e agli organizzatori di eventi di ricordarsi che, quando un musicista viene chiamato, dal momento in cui dà l’approvazione, sta lavorando esattamente come voi e, come voi verrete pagati, così dovrà essere anche per lui.

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martedì, ottobre 16, 2007

Happy Birthday to me!

Mi ditraggo da tutte le nefandezze del pianeta per farmi gli auguri di compleanno... per giunta in ritardo!!! Sò er peggio...
12 Ottobre 2007

martedì, settembre 04, 2007

Kalos k'agathos

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(da questa foto ripresa dal satellite sono ben visibili le nubi causate dagli incendi).

Ecco cosa sappiamo noi della Grecia, cosa per meglio dire continuiamo ad immaginarci: le cose belle e le cose buone. Oggi è il 28 Agosto 2007 ed io vado a leggere un pò di notizie su internet. Vado su vari siti (Yahoo, corriere della sera e altri) e cerco notizie un pò di notizie; sul banner c'è scritto"Italia" e "Mondo". Clicco ovviamente su "Mondo" e mi da le seguenti notizie: Iraq, America, Afghanistan, Inghilterra. Stop; ed il resto del mondo?
Il resto del mondo per la nostra stampa corrotta non esiste, non è importante; è importante che noi abbiamo sempre in prima linea la guerra in Iraq così possiamo appoggiare Bush e amici.
La notizia arriva con la minima percentuale, poichè è eclatante e sarebbe stato assurdo non parlarne: la Grecia intera è in fiamme. E' durata un giorno sui siti italiani di informazione e le notizie erano "tragedia devastante, il Peloponneso in fiamme, più di 50 morti, il governo greco fa il possibile per arginare le fiamme, potrebbe essere opera di piromani, un milione di euro a chi trova il piromane". Detta così la notizia non è nulla di più di quanto succede sempre da noi ogni anno in Puglia o in Calabria o in altre regioni; quindi non è un argomento da approfondire più di tanto.
Ma ho scoperto che i greci sono molto incazzati. All'inizio mi chiedevo perchè; che motivo ha fare proteste, manifestazioni (qualcuna anche violenta) contro il Governo per dei fuochi estivi che come ogni anno distruggono i boschi! Poi, parlando con una mia amica greca, ho capito (e andrò a fondo). Il popolo greco, signori miei, ha gli stessi problemi che abbiamo noi: pochi soldi ed un governo che fa come gli pare rubandosi i soldi, nonchè la stampa che dice quello che gli viene ordinato.
All'inizio ho domandato perchè prendersela col governo per il fuoco, una cosa naturale per quanto distruttiva. Nancy (lo so non è proprio un nome greco..) mi ha risposto che il Governo non manda aiuti e sottopaga i pompieri; non solo ma non li fornisce neanche di mezzi! Io stesso ho visto i vigili del fuoco nella televisione greca lottare col fuoco con delle pompe da giardino e addirittura bucate che, piuttosto che spegnere uno dei più grandi incendi che il Peloponneso abbia mai visto, sembrava stessero annaffiando le piante. Il sito archeologico di Olimpia, luogo sacro anche perchè è il luogo dove si accende la fiaccola olimpionica, è stato salvato per un pelo non dai vigili ma dalla popolazione di Nuova Olimpia, coi secchi d'acqua come gli antichi!
Per forza i greci sono incazzati.
Allora ho chiesto a Nancy se per lei era davvero opera di piromani, anche se una cosa del genere non avrebbe potuto farlo neanche una squadra di piromani organizzati. Lei mi ha detto che c'è molta sfiducia nei confronti del Governo da quando, qualche anno fa, dopo un altro devastante incendio "guardacaso" è stato costruito un gigantesco hotel, invece di lasciar crescere di nuovo la Natura. Ma pare non sia stato l'unico episodio. E' probabile che chi troverà il piromane sia il piromane stesso che penserà a ripulire la zona con qualche costruzione. I greci sono molto affezionati ai loro boschi e protesterebbero se sapessero che qualcuno le vuole abbattere per costruirci sopra; ma se "per caso" dovessero essere bruciati da un piromane estivo ecco che nessuno vuole vedere un campo di cenere. Ma i greci non sono fessi e stanno capendo il giochetto.
Per forza i greci sono incazzati!
Queste sono notizie che possono o non possono interessare il pubblico ma la mia critica è rivolta verso i giornali che danno solo notizie che possono raggirare il lettore e interessare il politico di turno. Essendo noi colonia americana dobbiamo per forza dare ragione a loro e quindi essere d'accordo con le guerre per il petrolio. Ci stanno provando in tutti i modi a metterci paura dell'Iraq in modo che tutti siano d'accordo per la guerra. Ci hanno annunciato finti attentati, hanno dato l'ok per il rientro delle truppe italiane che in realtà sono state spostate e stanno ancora lì, il Mondo è l'Iraq e l'Afghanistan, solo questo dobbiamo avere in testa. Sapere che i nostri vicini di casa, nonchè parenti, greci stanno in una situazione critica e che il popola sta lottando per ottenere la ragione da un Governo corrotto è sicuramente una notizia scomoda; potrebbe dare l'esempio a noi che cerchiamo di ottenere la stessa cosa da anni!
Ma noi della Grecia non sappiamo nulla se non che ha belle spiagge e belle isole. Evidentemente anche la loro stampa fa il gioco del Governo e non lascia uscire le notizie; cosa paghiamo a fare i nostri inviati ad Atene se non prendono le notizie dal popolo piuttosto che aspettare la stampa locale?
Ma del resto anche noi facciamo lo stesso: tutto il casino che c'è in Italia tra ministro e politici che rubano, parlamentari che dovrebbero stare in galera, il lavoro che non esiste, le istituzioni che non funzionano, il conflitto di interessi, la mafia e tutto il resto che noi ben sappiamo, cosa lasciamo trapelare?? ebbene sì. L'unica notizia che arriva in Grecia dall'Italia è che la valletta Giuliana del programma "Cultura Moderna" è bona!
Ma cosa pensano all'estero di noi?
Prego chiunque abbia notizie affini di scriverle! Perchè la vera informazione si fa col passaparola
Grazie!

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mercoledì, febbraio 21, 2007

Stiamo ancora così...

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Allora tutto ciò che hanno fatto questi due signori (Malcolm X e Martin Luther King) non è servito a nulla! Siamo nel 2007 e sentire ancora insulti razziali è una cosa da far cadere le braccia, anche se sarebbe il caso di dire le palle. Esistono ancora persone che insultano a priori le persone soltanto perchè "di colore" diverso dal loro. Ma basta, vi prego. Molti sono rimasti negli anni '30. Mi demoralizza talmente tanto scrivere un post del genere che non ce la faccio a scrivere; mi sembra assurdo ancora parlare delle stesse cose. Eppure bisogna farlo...

Afi (20 anni, congolese) lavora ("lavora" porca put...!!) presso una società di Bus Shuttle tra Roma Termini e Ciampino. Almeno una volta al mese riceve un pò di insulti gratuiti e qualche minaccia di morte. L'ultima volta è avvenuta ieri, mercoledì 21 febbraio. Il suo lavoro consiste nell'accertarsi che chinque salga sul pullman abbia pagato il biglietto, sistemato bene i bagagli ed abbia buone intenzioni. Non è stato il caso di una coppia che, salita sul pullman, pretendeva che lei scendesse a controllare i loro bagagli alll'interno del bagagliaio. La richiesta non poteva essere accolta poichè il pullman stava per partire. La signora esplode in critiche e poi insulti razziali. E quindi: non sai fare il tuo lavoro perchè i pullman al suo paese non ci sono, ma torna a casa tua sempre se ce l'hai.. insomma roba del genere. E' stata chiamata la polizia, il pullman era in rivolta contro queste persone, molti hanno dato i loro nomi ai poliziotti per testimoniare... le leggi contro il razzismo ci sono e anche molto pesanti ma se viene esposta una denincia cmq non succede nulla. Allora a che servono le leggi? E' la solita illusione che lo Stato faccia qualcosa di buono. E' bello fare le leggi, è bello leggerle perchè ti fanno sentire bene, danno un'idea di giustizia e ti fanno credere nei buoni principi. Ma la realtà è ben diversa perchè una denuncia (non solo quella per atti razziali) è valida solo in caso di recidività; ecco la fregatura. Un caso sporadico non è perseguito; se la stessa persona è recidiva nei confronti della stessa persona, allora parte la denuncia. Ecco allora che la legge sul razzismo non serve a nulla se poi non viene applicata. Per non parlare dei casi in controsenso tipo quella volta che Afi era minacciata di morte a Stazione Termini e non solo la polizia non è intervenuta, ma poi le ha anche chiesto i documenti... a LEI! O addiruttura del caso limite: un giorno proprio nel suo palazzo era successa una tragedia ed erano intervenuti polizia, ambulanze e pompieri. Afi ed io stavamo rientrando in casa quando vediamo tutto quel via vai e chiediamo al primo poliziotto sulla porta cosa fosse successo... la sua risposta, dopo aver ben squdrato lei e me, è stata: "Mi fai vedere i documenti?"....

Non bisogna generalizzare: le persone non si dividono per razza o colore o strati sociali. La popolazione mondiale si divide in stronzi e normali; e siccome questi due appellativi sono molto relativi... ecco che in realtà siamo tutti uguali! E prego chiunque di piantarla col razzismo perchè sono veramente rimasti a due secoli fa con la mente....

lunedì, febbraio 12, 2007

IL CORrotTO.it

E' utile partecipare ad un concorso per giovani registi emergenti per poi venire a sapere che i vincitori sono attori e registi affermati e pluripremiati? La domanda è ovviamnte retorica: no. E' questo il caso del concorso per cortometraggi "ilCorto.it" il quale si presenta come una ventata di freschezza e speranza per un cinema nuovo e giovane: Tutti possono partecipare. Basta avere una telecamera handycam e un programmino di montaggio; se anche la qualità audio e video non dovesse essera la migliore, non è assolutamente importante perchè l'importante è "l'idea" e "l'arte".
E così "ilCorto.it" abbindola i giovani registi speranzosi tanto per farsi un pò di pubblicità e per rendersi noto; forse mira a diventare una specie di Cannes per i cortometraggi. Lo scambio è apparentemente pulito: l'iscrizione è gratuita, il materiale viene esposto sul sito, quindi la vetrina c'è, la proiezione viene effettuata. Il giovane regista si fomenta nel vedere il proprio corto in una sala e sul sito e così invita tutti i suoi amici a partecipare; e la notorietà aumenta. Il pacco viene alla fine, ossia al momento della premiazione. L'effettivo "premio" non è mai chiaro; non si sa in che forma viene dato... ma, come è ovvio, per il giovane regista è "in natura".
11 Dicembre 2006 - Mia sorella, regista/attrice, mi da appuntamento al teatro dove sarebbe avvenuta la premiazione dei corti partecipanti al concorso. Entriamo in sala cercando di capire un paio di cose: primo per quale motivo fossero tutti vestiti ultra eleganti, secondo perchè sul manifesto c'erano scritto solo una decina di titoli di cortometraggi. La risposta fu semplice: quelli erano i corti premiati e tutta quella gente erano parenti e amici dei registi. La curiosità alla fine ha vinto sullo scetticismo e siamo entrati in sala. Un bel teatro con platea e galleria presentava sul palco un maxischermo e due presentatori. Appena dette le nominations, veniva proiettato sullo schermo un trailer montato dei film nominati. Una sorta di Grammy dei poveri.
Ora bisogna fare una precisazione: i corti spediti al concorso erano stati più di 800; quelli scelti da una prima selezione sono stati più di 430 e tutti divisi in generi; dalla commedia al film fatto dai bambini a scuola; dal drammatico al film d'autore; dal documentario al western. Tutta gente comune, chi più brava chi un pò meno, chi con più mezzi rispetto ad altri; attori veri di teatro altri semplici amici, ma spesso più spontanei degli attori stessi. Tutta gente che ambisce ad uscire dalla massa e tenta tutti i canali che gli si presentano: non c'è solo divertimento dietro quei corti bensì anima e corpo del regista. Su 400 corti ne sono stati scelti 10... la solita armata Brancaleone...
Questi registi, sono stati più in gamba degli altri 420? Per ovvie ragioni..
Il primo premio assoluto è stato vinto dal film "Giuramento di Marinaio"; bel film, ottima la pellicola e la realizzazione e "l'armata Brancaleone" doveva competere con Enrico LoVerso e la moglie. Lui ha vinto il premio come migliore attore in competizione con Leo Gullotta e Valerio Mastrandrea. Hanno vinto altri corti dove recitavano attori come Remo Remotti, Pino Insegno. C'era anche il film "Ignotus" già vincitore del festival ei corti a New York; nonchè un corto prodotto da un cugino di De Sica.... ma allora dov'è la competione con i nuovi registi emergenti; dove sono le nuove proposte? qui è stato il pacco. Il concorso è aperto a tutti ma tanto non c'è possibilità di vincere; ilCorto.it non ha mai avvertito nessun partecipante che avrebbe fatto una mossa esclusivamente pubblicitaria. Come al solito vanno avanti solo gli ammanicati e i figli di qualcuno; i poveracci rimarranno sempre nell'ombra.....
In verità la soluzione ci sarebbe: basta tenere gli occhi aperti e non fidarsi di questi burloni!

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domenica, gennaio 14, 2007

La morte della musica

Non so, forse sarà la nostra dieta mediterranea che ci fa mangiare bene e non ci fa ammalare, ma, piano piano, si stanno spegnendo i più grandi musicisti del mondo mentre i nostri vecchi cantanti, a settant'anni, stanno ancora in giro. Nel giro di pochi anni abbiamo assistito alla morte dei più grandi artisti del suol, quali Ray Charles e James Brown, alla scomparsa di meravigliosi artisti, come Carl Anderson (lo storico Giuda nel "Jesus Christ Superstar") e, proprio ieri, il meraviglioso e pluripremiato sassofonista Michael Brecker; nonchè al ritiro dalle scene di Tina Turner. Tutti grandi nomi che hanno fatto la storia della musica, spesso anche senza che noi ce ne rendessimo conto. La cultura alcuni se la tengono per se e non la diffondono, o meglio la diffondono per altre vie. Così come molti non sanno dei diversi plagi fatti dagli artisti italiani; loro hanno la cultura ma invece di farci arrivare a noi l'originale, lo copiano facendoci sentire una cosa molto bella spacciandola per propria. E' il caso, ad esempio, di Pino Daniele (la canzone "A mme me piace 'o blues" è in realtà la canzone "Jupiter" degli Earth Wind & Fire") così come sotto una famosa canzone di Masini si sentono i fiati dei Bee Gees; ma a noi non arrivano gli originali, bisogna andarseli a cercare. I nostri cantanti hanno i loro punti di riferimento e, le produzioni nonchè la televisione, non permette che a noi arrivi la realtà altrimenti fallirebbero. Allora non sappiamo che Alex Britti è conosciuto in America per essere un grande chitarrista blues, non certo per "La Vasca"; oppure che Gianluca Grignani, dopo aver sputtanato il playback del FestivalBar, ha subito un embargo dalle case discografiche e ha fatto dischi in America, mai arrivati qui. Insomma c'è sempre qualcosa sotto; ma per quale motivo c'è quest'occultamento di grandi artisti? Ovviamente se gli Earth Wind & Fire fossero popolari quanto Pino Daniele, questi avrebbe una forte concorrenza. Ma questa cosa poteva durare fino a poco tempo fa. Fortunatamente con internet possiamo ricercare e scaricare tutto e annullare la merda che ci viene propinata. Gente come Celentano, Little Tony, Bobby Solo e altri che facevano il Rock'n'Roll, hanno portato la musica black americana dell'epoca trasformandola e traducendola in italiano; ma non hanno mai detto di riferirsi ai grandi come Ray Charles, James Brown, Paul Anka, Richie Valens. Se lo avessero detto la nostra cultura si sarebbe ampliata e la loro scomparsa sarebbe stata molto più sentita piuttosto che un semplice annuncio di un minuto al telegiornale. Su Charles è stato fatto un film; ma su Brown? Nessuno si è reso conto che James Brown ha dato una svolta enorme alla musica black soul? La misica che ascoltiamo oggi per radio o su MTV, tutto quell'Hip Hop che circola, dipende tutto dalla sua musica. Ma tutto questo rimane allo scuro.
Quello che ascoltiamo, il nostro Pop, in America è praticamente il nulla. La musica che per noi è "alternativa" pe loro è "pop"!

Io dico "la morte della musica" perchè se non ci acculturiamo a livello musicale, se non iniziamo a conoscere, ecco che la musica va verso la fine poiché quello che manca è il ricambio di artisti. Esiste attualmente una persona che possa eguagliare questi grandi mostri della musica? Sì esiste qualcuno, ma noi italiani non ne saremo mai a conoscenza; finchè, a Sanremo, continuaranno ad andare, come "nuove proposte", Gianni Morandi o Albano o qualcun altro.

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venerdì, giugno 09, 2006

Di nuovo a scuola...

Certo a tutti dopo anni viene di tornare a scuola a meno che non si debba ricominciare a studiare! La cosa che manca del periodo scolastico è il divertimento e la spensieratezza, non ci si rendeva conto del resto del mondo e tutto era legato alla scuola, le interrogazioni e i compiti.
Abbiamo perso tempo.
Certo che se ora rimpiangiamo qualcosa vuol dire che non l'abbiamo sfruttata abbastanza e ci è rimasta in sospeso. Credo sia questo uno dei tanti problemi dell'istruzione: ai ragazzi non si da la possibilità di andare a scuola e "godersi " lo studio; abbiamo sempre studiato per i professori, per avere il voto, per passare il compito o l'esame... mai per noi stessi. Ma perchè? Perchè i professori erano troppo impegnati a spiegarci cose "pallose" piuttosto che entusiasmarci con la cultura e la scienza.
Non è colpa dei professori nè tantomeno degli studenti, dove poi sempre ricade la colpa: il genitore va al colloquio con il professore e lui gli dice "suo figlio è sempre distratto, non studia, potrebbe fare di più" quando invece è il professore ad essere noioso; e poi il genitore se la prende col figlio negandogli per punizione il divertimento tipo "non vai in vacanza con gli amici perchè devi studiare che hai 4 in matematica" oppure "per una settimana non esci". Cosa ci si aspetta? Che il figlio adolescente, quindi in un'età anche in cui ci si ribella un pò al "potere" dei genitori, dica "sì, beh, ha ragione mamma"? No! E' logico che se già la materia non interessa, bisogna studiarla per forza e in più diventa anche l'annullamento del divertimento, la scuola diventa un incubo e, finchè ci sei, la odii!!
Abbiamo sempre fatto tutto al contrario e a volte pretendiamo che il figlio sappia delle cose prima che il genitore o la vita stessa le abbia insegnate.
E' inutile prendersela con i genitori che non sanno educare come è inutile prendersela con i professori che non sanno insegnare; è il sistema che non funziona, quello è solo un risultato.
La prima cosa che dovrebbe fare la scuola è insegnare i ragazzi a capire. Capire cosa? Tutto: come è il mondo odierno, come funziona la vita oggi e non rincoglionirli per anni con la storia d'Italia che si smette di studiare alla seconda guerra mondiale! Basta! Poi i ragazzi escono da scuola e non sanno fare nulla!
La scuola deve insegnare a vivere.
Tutte le materie che si studiano ora sono giuste e vanno tutte insegnate (anche se aggiungerei storia contemporanea); è il metodo che non funziona. Perchè i ragazzi sono affascinati dall'arte come la musica, il cinema o il teatro? perchè sono divertenti... E invece i genitori tendono a prendere le cose divertenti come perdite di tempo, per questo i ragazzi sono depressi; vengono storditi e non capiscono per quale motivo non si può fare una cosa divertente al posto di una noiosa. E' normale che poi quella divertente prende il sopravvento e ci sono i "problemi familiari".
Ora si può parlare di un vero ciclo di causa-effetto.
Partiamo dall'effetto finale: i ragazzi sono ignoranti perchè a scuola gli hanno insegnato a studiare con noia e ansia piuttosto che con passione; questo perchè gli insegnanti non sanno far appassionare gli studenti dal momento in cui il loro metodo, la loro educazione, la loro mentalità e la loro età appartengono a troppe generazioni passate; questo perchè i professori non vanno mai in pensione; questo perchè non guadagnano abbastanza da andare in pensione presto e sono costretti a lavorare fino a settant'anni; questo perchè ci sono pochi fondi. Questo è il punto finale.
Sono anni che cercano di riformare la scuola ma fanno sempre peggio. Si vuole fare il passo più lungo della gamba ma, ad es., pochi professori sanno usare internet e i computer.
C'è tanto su internet tra informazione e materie scolastiche. Si potrebbero avere delle classi tutte dotate di computer, magari uno per studente, sempre collegato ad internet sul quale si possono fare ricerche immediate tra le cose antiche e quelle moderne senza comprare quintali di libri, via lo spreco di carta e il costo dell'ortopedico per riaddrizzare la schiena ai ragazzini. In questo modo tutti saprebbero usare un computer e invece ancora c'è tanta gente che non sa neanche cosa sia.
Il professore deve essere giovane per stare a contatto con i ragazzi. I nostri sono anziani; i giovani ascoltano la musica metal e loro stanno ancora col cantagiro ma cosa gli possono insegnare? Dov'è lo scambio culturale?
Ma come si fa a mandare in pensione un professore a cinquant'anni? Sembra impossibile ma un metodo c'è.
Prima di tutto un aspirante insegnante deve imparare ad insegnare, quindi gli stessi docenti dovrebbero saper insegnare ad insegnare.
L'unica cosa che può mandare in pensione un professore sono i soldi: se l'insegnante, a mio avviso uno dei mestieri più difficili e importanti, guadagnasse tanti soldi in una carriera dai 28 ai 50 anni potrebbe benissimo cedere il posto ad un professore più giovane, più al passo coi tempi e aggiornato sulle mode dei giovani.
Il professore dopo aver insegnato e guadagnato adeguatamente, quindi soddisfatto a pieno del proprio lavoro, può continuare la sua carriera magari diventando uno scrittore, un saggista o un critico, potrebbe partecipare a dei master o a meetings sulla propria materia; in quel caso sarebbe visto e seguito con molta più attenzione dai giovani studenti che vedono un professore grande e con molta esperienza che da loro una cosa in più rispetto alla scuola.
Al momento i ragazzi che si annoiano a scuola non andranno mai ad un incontro con un professore bacucco che gli racconti con gli ultimi respiri, in maniera ancora più noiosa, quello che hanno appena sentito in classe.. se non perchè sanno di far presenza e questo farà una bella impressione nei confronti del proprio professore, quindi un più probabile buon voto.
Se al professore che ha lavorato nella stessa scuola per cinquant'anni alla fine gli si cambiano le regole nessuno ci capisce più niente.
La scuola annoia i ragazzi e non li rende partecipi della cultura. Fa sembrare le passioni come perdita di tempo e poi i ragazzi si deprimono. Basta.
Come al solito la cosa non partirà mai dall'alto. Sono i ragazzi che si devono rendere conto di questo. Siamo governati da anziani per di più conservatori e sempre gli stessi. Possiamo solo che imparare a diventare vecchi a vent'anni e il resto del mondo sarà sempre avanti a noi.