La morte della musica. II parte.
Ma questa è una cosa che va avanti da millenni e fa ormai parte del lavoro di un artista: la poca considerazione.
Una cosa sola bisogna mettersi in testa che l’arte va finanziata altrimenti fallisce. Internet, da questo punto di vista, ha danneggiato un pò l’arte poiché si può ascoltare e vedere di tutto gratuitamente scaricando. Il punto però non è questo. Internet ha danneggiato le case discografiche e le distribuzioni non permettendo più loro di vendere i prodotti e quindi limitando notevolmente la produzione; questa cosa distrugge la competizione e amplifica la corruzione, vedi raccomandazioni e parentele ormai unico modo per diventare qualcuno anche se non lo sei. La rete ha danneggiato l’artista in seconda posizione, visto anche che la maggior parte dei profitti dalla vendita va ai discografici; il Web non danneggia l’arte che abbiamo dentro di noi. L’arma del musicista è proprio il saper suonare.
In Italia abbiamo tantissimi problemi ed il peggiore dei quali è che lo sappiamo e non facciamo nulla.
Piuttosto che lamentarmi e basta del fatto che gli artisti non vengono pagati voglio ragionarci su per trovare una soluzione.
Partiamo da come dovrebbe essere. Il lavoro del musicista è: scrivere brani, studiare il proprio strumento, fare le dovute prove dello spettacolo; se è un artista giovane, quindi senza produzione alle spalle, dobbiamo aggiungere anche trasportare i propri strumenti, montare e smontare il palco. Il lavoro del Club è quello di attrezzarsi per i concerti live, quindi insonorizzare la sala e dargli una buona acustica, ottenere un buon impianto. Il lavoro dell’organizzatore, che a volte è del locale stesso, è: prendere contatti con la band, accordarsi per il pagamento, accertarsi che l’evento sia pubblicizzato nella giusta maniera in modo da richiamare gente. Il lavoro dell’eventuale produttore è prendere contatti con l’organizzatore, assicurarsi che la band ottenga nel locale il giusto suono e che vengano pagati come pattuito (questo per quanto riguarda il live ma il lavoro del produttore è molto più lungo ed impegnativo).
Se tutto potesse andare avanti in questo modo ecco che la musica sarebbe finanziata a dovere e tutti i protagonisti dell’evento salirebbero di livello: il gruppo, pagato e soddisfatto, suonerà al meglio delle potenzialità; il pubblico si è divertito e sa di avere speso bene i propri soldi; il Club ha ottenuto una clientela soddisfatta che sicuramente parlerà bene di lui e porterà altra gente; l’organizzatore, pagato a dovere, è incentivato a ripetere l’evento.
Utopia.
Così è la situazione.
L’organizzatore contatta un gruppo mettendosi d’accordo con un prezzo. Il gruppo fa da facchino e palchista, dal momento in cui il locale non è fornito quasi mai da strumentazione ed è costretto a portarsi la propria, oltre cha da musicista e spesso anche fonico; tutto per soddisfazione personale visto che tiene alla propria musica. Qualche volta capita che, l’organizzatore, lasci al gruppo stesso anche il compito di farsi pubblicità, non solo via internet (tollerabile) ma anche fisicamente con la distribuzione di volantini. Dopo tutto questo succede che: il Club fa un discreto guadagno col bar, l’organizzatore con gli ingressi e i musicisti non beccano un euro (sebbene il prezzo sia stato stabilito) con la scusa che la serata è andata male e, ancora peggio, che, essendo una band emergente ha bisogno di visibilità. Alla fine i musicisti devono anche ringraziare il locale di averli fatti suonare!
Qui c’è bisogno di un ristabilimento dei ruoli: chi ha bisogno di chi?
Il gruppo emergente ha bisogno del Club per suonare?
Sì, se viene pagato. Il Club, o chiunque paghi, si deve rendere conto che anche i gruppi stanno lavorando e nessuno lavora gratis!
Il Club ha bisogno del gruppo?
Il Club intelligente alza la propria qualità con un gruppo bravo; il pubblico sa che andrà in quel locale perché parteciperà ad un bel concerto. Il Club che non può permettersi di spendere soldi per i gruppi è meglio che rimanga pub piuttosto che chiamare band originali o cover a pochi soldi se non gratis. Il Club bastardo chiama gruppi a poco prezzo (ragazzi alle prime esperienze, band originali con la scusa della “visibilità”, dopolavoristi che suonano per passione) aumentando, secondo lui, il proprio prestigio. Ma è l’opposto perché quel locale sarà etichettato come Club con musica mediocre/scrausa e il pubblico non sempre gradirà il concerto.
Questo luogo comune della musica come passatempo non fa prendere su serio il musicista. Io faccio il musicista per passione, ma perché il proprio lavoro deve essere fatto con passione; rimane comunque un lavoro. Andate a chiedere ad un bravo cuoco che sicuramente ha la passione della cucina di fare un pranzo di nozze gratis! Non lo fa? E perché? Dovrebbe anche ringraziare che qualcuno lo fa cucinare. Perché dovrebbe essere pagato se si sta divertendo?
E’ questa la mentalità che annienta l’arte; nessuno di noi fa il proprio lavoro con piacere. La maggior parte delle persone ha una passione ed un lavoro che la finanzia, quando, se lavorasse con la propria passione otterrebbe prodotti migliori.
Il discorso potrebbe essere allargato ai massimi. Alle istituzioni statali che non ti fanno sapere come lavorano nel resto del mondo perché gli conviene. Se tutti facessero il lavoro per cui hanno la passione si avrebbe un popolo più attento, più colto, più soddisfatto e meno impegnato tanto da poter essere un bastone fra le ruote per il nostro governo di mafia. Per ottenere più guadagno non bisogna aumentare il costo ma diminuire la spesa. Il nostro Governo preferisce che il popolo sia ignorante ed eccessivamente indaffarato a cercare lavoro; se non fosse così utilizzerebbe le proprie energie per la politica o per il proprio paese, cosa che loro non vogliono perché romperebbe il loro equilibrio mafioso. Sarebbe uno Stato onesto, attualmente una sorta di paradosso. Beppe Grillo fa il Vaffanculo Day anche per questi motivi ma continua a non servire a nulla. Il Governo continua ad essere mafioso ricattando la stampa che non ci informa sulla realtà dei fatti.
Tutto questo per dire che se il Governo continua ad aumentare le spese per i cittadini, questi non usciranno più la sera perché non avranno abbastanza soldi per pagare l’ingresso al locale che a sua volta ha dovuto aumentare il prezzo per rientrare nelle proprie spese. Da qui nasce questa moda di riuscire a sfilare più soldi possibile nella maniera più bieca.
Attualmente il locale fa musica dl vivo perché sa che il gruppo porterà i propri amici a sentirli e non perché gli piace la musica. Con la scusa della visibilità per i gruppi do musica originale si possono anche permettere di non pagare il gruppo. Ma i gruppi muoiono se non vengono finanziati perché quello è il loro lavoro!
Il Club dovrebbe selezionare i gruppi a seconda della bravura e dello show in modo da generare la competizione tra band che saranno incentivate a migliorare.
Io non me la prendo con nessuno perché capisco le necessità di ognuno ma dobbiamo da soli trovare una soluzione a questo problema e sinceramente sono positivo e fiducioso.
Spero di non essere fesso a fidarmi dell’onestà delle persone. Per cominciare chiedo ai locali e agli organizzatori di eventi di ricordarsi che, quando un musicista viene chiamato, dal momento in cui dà l’approvazione, sta lavorando esattamente come voi e, come voi verrete pagati, così dovrà essere anche per lui.
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